lunedì 26 marzo 2007

TANTO PER PROVOCARE...


Sono settimane che si parla dei DICO (sigla che sta per "DIritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi"), un disegno di legge varato dal Consiglio dei Ministri l’8 febbraio scorso con cui si pretende tutelare i diritti delle coppie di fatto, siano esse composte da persone dello stesso sesso o di sesso diverso. Ovviamente tutto questo ha creato un grande scompiglio nella società italiana più conservatrice e, come no, nella Chiesa fino al punto di aver promosso una manifestazione a Roma il 12 maggio chiamata il Family Day.
Oggi monsignor
Angelo Bagnasco, presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha dichiarato che i Dico sono inaccettabili e dannosi, ha mostrato il suo sostegno al Family Day e ha aggiunto che “la famiglia va difesa, aiutata, tutelata e valorizzata”. Sul contenuto di queste dichiarazioni e della polemica in genere non mi pronuncerò, tanto per non essere politicamente scorretta (chi mi conosce ormai sa come la penso). Ma io mi chiedo: monsignor Bagnasco e compagnia, oltre a difendere, aiutare, tutelare e valorizzare la famiglia, non potrebbero fare lo stesso per la lingua italiana? Qualcuno mi saprebbe spiegare che senso ha chiamare questa manifestazione Family Day e non, ad esempio, Giornata della Famiglia? È più cattolico in inglese, o più familiare, o forse più figo…?
So che leggete questo blog da diverse città italiane (un programmino del Google me ne informa!) e, quindi, queste mie domande sono rivolte a voi italiani. Sarebbe interessante conoscere il vostro punto di vista. Al riguardo è anche interessante il risultato di
questo sondaggio.
Se siete a Roma il 12 maggio vi proporrei piuttosto di andare alla mostra del Quirinale, forse il pensatore di Rodin ci ispira idee migliori.

6 commenti:

Mrs.Dalloway ha detto...

Arriva in Italia quello di manifestarsi per qualsiasi cosa (come
in Spagna). A volte non mi sembra vero tutto quello che ascolto di certe persone... ma sarà ancora più incredibile vedere la gente che si manifesterà in questo "family day", condividendo le idee della chiesa sui DICO.

Tutto questo mi fa soltanto ridere.

raffaele ha detto...

"...io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono..." così suona una delle ultime strofe del rimpianto giorgio gaber.

l'Italia sa essere un paese eccezionale ed il suo perfetto contrario; come gli italiani, del resto.

due piccioni con una fava; due grandi mali del nostro paese:
1. la cattiva influenza e la grande diffusione della cultura di mercato "made in U.S.A."(per restare in tema) con conseguente strabordanza di inglesismi in ogni ambito e contesto;
2. l'altrettanto cattiva e radicata azione della Chiesa Cattolica mai stanca di interferire negli affari dello Stato italiano.

quando parlo di queste due questioni come "mali" non esagero; sono senz'altro due nostri limiti grandissimi, due grandi fette di prosciutto davanti agli occhi del popolo italiano che ne subisce le conseguenze da lunghi anni (nel primo caso, da milleni ormai nel secondo) senza far nulla o quasi per liberarsene.

è facile attribuire la colpa di ciò alle élite politiche o al potere di turno ma, invero, la colpa è di ogni cittadino che giorno per giorno, rinnova e legittima la validità di questi grandi strumenti del potere.

l'influenza della Chiesa sulla sfera politica in Italia è una cosa davvero difficile da spiegare a chi non viene dal nostro paese e incomprensibile, credo, a chiunque non conosca profondamente la storia politica italiana.
varie volte ho incontrato la difficoltà di non riuscire a spiegare ai miei interlocutori stranieri, "ignoranti" in materia, cosa significasse la Chiesa o il Papa per un Italiano.
non ho la presunzione di riuscirci qui ed ora; per farvi un'idea posso solo suggerirvi di leggere qualcosa o cercare in rete informazioni sul Referendum 2005, sulle polemiche sul Presepe (dicembre 2006) e tutte quelle più recenti sui DICO.
in ultimo, per i più pigri, basta solo guardare un telegiornale, magari quello di RAI 1, una qualsiasi domenica alle 13:00.

per quanto riguarda l'altro "male", beh, la nostra infinita "gratitudine" (come amano chiamarla i nostri politici) verso gli Stati Uniti dopo la liberazione (meglio, il passaggio di potere) durante la seconda guerra mondiale, ha comportato una vera e propria invasione commerciale (che in italia chiamiamo "ricostruzione")...
...a voi oggi i risultati, ecco che il (discutibilissimo, per carità) giorno della famiglia diventa il Family Day (familidei), l’auto compatta diventa City Car (siticar) e quella familiare Station Wagon (stescionguegon) e così via: il Mouse (maus), l'Account (accaunt), il File (fail), il Gay Pride (gheipraid)...
...tutto sembra più "fashion", più "trendy", più "politically correct"!!!

che farci?
beh, ammetto che è difficile uscirne, e che io per primo nel mio parlare quotidiano uso ed abuso di questi termini...
...assimilando il modo di vivere e di parlare statunitense-consumista-liberalista stiamo perdendo cultura, lingua ed identità, è una cosa orribile, certo...
...se il Cardinal Ruini avesse occhi e orecchie anche per le cose serie la chiamerebbe Peccato Mortale.

io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono

Pilar Codonyer ha detto...

Grazie tante dei vostri commenti e, specialmente a Raffaele che da italiano ha saputo trasmettere il suo punto di vista in un modo chiarissimo. Concordo pienamente con quanto hai detto e tante delle tue riflessioni spesso me le sono fatte anch'io o me le hanno fatte degli amici spagnoli. Speriamo bene!

raffaele ha detto...

se qualcuno ha voglia di farsi una idea sul rapporto Chiesa-Stato in Italia vada al seguente link e legga gli articoli alle pagine 2 e 3 del giornale...
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/29-Marzo-2007/

Pilar Codonyer ha detto...

Grazie Raffaele della tua segnalazione. In effetti, molto interessante. Per fortuna, non è ancora sparito "Il Manifesto". Un saluto. Pilar

denis ha detto...

Perché la chiesa* ha deciso di usare questa dicitura inglese? Ma perché "Family day" suona più attuale, moderno, al passo con i tempi, insomma tutto quello che non è la chiesa d'oggi! e ho paura che neanche quella di domani...

p.s.
*la c minuscola non è un errore tipografico